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Stemma

di Martedì, 29 Dicembre 2015

Dopo gli essenziali dati annalistici che documentarono - coinvolti nella vicenda caderzonese - due tra i più nobili casati giudicariesi, quello dei Lodron (1302-1560) e quello dei Bertelli di Preore (1560-1822) riuscirà più comprensibile l'emblema araldico voluto dalla Comunità di Caderzone per il proprio stemma municipale, vale a dire quel giglio che rese gloriosa l'insegna gentilizia di tanti castelli, di tante dimore, luoghi sacri, avelli dei signori Lodron ma soprattutto dei signori Bertelli che succedendo ai Lodron in Caderzone furono denominati “gli eredi del Giglio”. Tenendo presente che ogni dettaglio d'un emblema nobiliare ha in genere un chiaro significato simbolico, e non dimenticando la cruenta fase storica che determinò (con l'esecuzione capitale di Marco da Caderzone e il vile assassinio di Marchetto Bertellio, Massaro vescovile) l'arrivo dei Bertelli nel feudo caderzonese. Va da sé, che il colore di fondo dello stemma non poteva che essere il rosso vivo con il giglio argenteo legato d'oro: il tutto munito degli ornamenti previsti per i Comuni, e cioè la corona d'argento a nove merli ghibellini con a destra una fronda d'alloro fogliata al naturale, fruttifera di rosso e a sinistra una fronda di quercia fruttifera di rosso e fogliata al naturale, legate entrambe da un nodo rosso e d'argento.